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Life...


...ho fatto la cosa più triste del mondo. Mangiare da solo al ristorante.
Alla mia sinistra ci sono due ragazze che parlano del più e del meno, e tra un boccone di Pita e Gyros e un altro, una è indecisa sul cosa prendere al suo tesoro e l'altra spera che al suo amore piaccia quello che gli ha già comprato. Chiacchierano e ridono pensando a quando scarteranno quelli che i rispettivi ragazzi faranno trovare sotto agli alberi di Natale a loro.

Alla mia destra invece ci sono 5 amici, 3 femmine e 2 maschi, che stanno facendo un tuffo nel passato parlando di vecchi videogiochi tipo Prince of Persia e Doom, e il bello è che le ragazze ne sanno molto di più dei ragazzi. La ragazza a capotavola "comanda" i discorsi e ognuno dice la sua, con conseguente commento di tutto il gruppetto. Poi il discorso si sposta sul Social Network per eccellenza. Facebook. Una ha domande da fare a chi ne sa di più, gli altri cercano di spiegarle come la privacy sia protetta se uno non spiattella tutto sulla bacheca, e come comunque si possano rifiutare delle amicizie o addirittura rimuovere, visto che dall'altra parte non c'è una notifica che dice "Tizia ti ha rimosso dagli amici".
La discussione su Facebook diventa cardine della serata per almeno 45 minuti, dove vengono snocciolati tutti i segreti più profondi del social network, e dove la ragazzetta al capotavola esprime tutti i suoi dubbi al riguardo.

La mia attenzione si focalizza poi su due ragazze in lontananza, molto carine, di cui una è sicuramente fidanzata (il pezzo di ferro che porta all'anulare parla chiaro) e l'altra per la Teoria del 29 a 0 sicuramente lo sarà da svariati anni o si sarà fidanzata da poco. Purtroppo la lontananza è tale da non farmi capire su cosa verte il loro discorso, e quindi mi posso solo limitare a guardarle, voglioso, come una predatore guarda la sua preda. Ma contrariamente alla natura ,questo predatore non si troverà nessuna preda tra le mani. Unica cosa che mi è concessa di vedere e capire, è che guardando fuori dalla vetrata, discutono della neve che viene giù abbondante e copiosa.

Qualche tavolo più in là, sempre lontano dalle mie orecchie indiscrete, 6 persone di sesso misto si divertono ad assaggiare ognuno le cose degli altri e le risate si sprecano tra un brindisi e un boccone.
Entra un venditore di rose pakistano, e per la prima volta nella mia vita da ristorante, mi schifa pure lui e nemmeno si avvicina al tavolo. Non ha provato a vendermi nemmeno un accendino, probabilmente gli ho fatto troppa tristezza e avrà pensato di lasciarmi perdere.

Al tavolo dietro al mio, 2 amici parlano dell'imminente finale che domani l' Inter disputerà in Coppa Intercontinentale...
...e alla fine c'è il mio di tavolo...l'unica persona all'interno del locale a non avere nessuno nè di fronte nè di fianco con cui parlare, ma cercando di rubare qua e là qualche chiacchiera...qualche sguardo...qualche sorriso.

Guardo il mio piatto semi-vuoto, dove è rimasta solo la rughetta che odio come i negretti che stanno alla pompa di benzina e per forza vogliono darti una mano anche se sei grosso 120kg e alto na quaresima, e in attesa che arrivi la prossima portata, una deliziosa Pita con patate fritte, gyros e salsa tzatziki ogni tanto alzo lo sguardo per guardare la tv che trasmette video musicali su RTL 102.5.

Nel frattempo la prima ceres è andata tutta giù, insinuandosi nelle mie viscere e soprattutto nel mio cervello, dandomi la consapevolezza che la tristezza sta regnando sovrana in quel momento. La sensazione di desolazione...di non sapere cosa fare...con chi parlare...fa si che la neve non sia solo esterna al locale... ma anche dentro di me...un freddo glaciale per la mia anima.
Nonostante il locale sia caldo per i tanti fornelli accessi....io sento freddo...tanto freddo....un freddo sociale, se così si può chiamare.

Mi faccio portare il conto, e allo stesso modo in cui ero entrato, vado via...avendo formulato solo poche frasi, ovvero quelle utili a portare a termine l'ordinazione. Rimetto cappello, scaldacollo e guanti, e specchiandomi nelle vetrine esterne, oso solo pensare a quanto mi senta bello in quel momento, visto che l'unica parte di me che si nota all'esterno sono gli occhi. Un giubbottone nero sfina il fisico oramai provato da kebab e schifezze varie, il cappello copre una testa che oramai sta per raggiungere solo il ricordo della folta chioma, lo scaldacollo copre il doppio mento e la faccia fino al naso...e finalmente posso fare sfoggio di questi cazzo di occhi che tutti vedono come gli occhi più buoni del mondo...occhi che probabilmente non fanno altro che peggiorare la situazione.

Inizio a camminare lento, neve continua venire giù, fuori e dentro, cerco di andare piano sulla neve per evitare di fare qualche capitombolo e arrivare sano e salvo nel mio triste albergo. E nel freddo e con l'aiuto dell'alcol non posso fare altro che continuare a pensare....a pensare a 1000 cose...ma sempre riconducibili a una ...sempre quella ....l'ossessione...maledetta ossessione.

Arrivato in albergo, la solita coppietta mi sta davanti in coda per prendere l'ascensore...e arriva al mio stesso piano....sono i miei vicini di camera...e va bè ci può stare...oggi è venerdì 17.....non che mi interessi...io ci sono nato di 17, ed è probabile che sia questo l'elemento determinante, ma prima o poi scoprirò qual'è la mia funzione sulla faccia della terra.

Entro nella camera, che almeno è calda...accogliente un pò meno, mi siedo al pc per iniziare a scrivere questo lungo pensiero...e faccio partire la playlist delle canzoni di Jean-Michel Jarre, e Hans Zimmer....nello specifico la colonna sonora dell'Ultimo Samurai....l'unica colonna sonora a tenere la mia tristezza e solitudine ad un livello di "malore" tale da non commettere cazzate.

Notte mondo...di merda...spero che il 2012 ti porti via in un sol boccone.

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