Un giorno mi son ritrovato ad essermi segnato dei sogni fatti tutti di fila...e di averli raccontati alla mia psicologa...l'interpretazione che ne è venuta fuori, è stato qualcosa di sbalorditivo.....giudicate voi ;)
Il sogno: Mi ritrovavo ad essere prigioniero in una grande struttura a me sconosciuta, e venivo rinchiuso insieme ad una decina di persone sconosciute. Dall'interno di questa stanza cercavo una via di fuga, e all' interno c'erano delle persone con il camice bianco...tipo infermieri. Le uniche cose che c'erano in questa stanza erano un canestro, e una parete tipo quella delle edicole piene di giornali....parete che ho usato per arrampicarmi fin su al canestro e guardare fuori dalla grande finestra posta in alto, da dove entrava la luce del sole. La via d'uscita è lì...
La spiegazione: La grande struttura è la mia mente, mi sento prigioniero di me stesso e a disagio (le persone con il camice bianco). Ma da tutto questo dissesto mentale ne voglio uscire, e quindi mi arrampico per cercare una via d'uscita. Ma dal canestro alla grande finestra c'è troppo spazio e non si riesce ad arrivare...serve una mano...ma il voler uscire da questa situazione è forte...e nonostante tutto, vedo la luce al di fuori di questa stanza...la soluzione....la via d'uscita.
Il sogno: Sono in un paese straniero, mi guardo intorno e dall'architettura e dalle facce sembra una paese arabo. Inizio a parlare con una ragazza che non conosco, e le racconto che il figlio Johnny in realtà non è morto, ma è stato affidato da una donna. Intuisco che Johnny sono io, quando la donna mi lancia le braccia al collo, ma mentre fa questo, mi ritrovo a guardare la scena in terza persona e a guardare un altro che le ruba la collana e la fa cadere a terra, poi guarda verso di me e fa "Lei è un'amica, la storia ha funzionato, scappiamo". Nel mentre mi ritrovo senza camicia e una ragazza, dall'interno di un negozio, mi procura un giubbotto. Poi mi ritrovo a passeggiare con questa ragazza che mi dice che non vede l'ora che io ritorni la settimana successiva...e io le dico che non ci sarò perchè ho da fare un pò di cose...quelle reali del Weekend dell'11 dicembre.
La spiegazione: Il paese arabo rappresenta un posto in cui non mi sento a mio agio e in cui non mi fa piacere stare, visto che nella realtà non ho molta stima in quei popoli. Johnny rappresenta me, che non sono morto, ma vivo in una sorta di Limbo, tanto più da essere affidato ad una donna (la mia psicologa), che mi ha consigliato sempre di tirare fuori la rabbia quando necessario, ma non facendo parte della mia indole...quando si tratta di rubare la collana e far cadere la donna, io mi estraneo dalla cosa e la guardo in terza persona. Il non poter e voler essere aggressivo mi porta a sentirmi fuori luogo (senza camicia per strada), ma fortunatamente arriva una donna a darmi un giubbotto...a coprirmi...a tirarmi fuori da questa situazione imbarazzante. Questa donna può anche non essere quella della vita...tanto più che quando mi chiede quando tornerò, io le dico che ho da fare.
Il sogno: Sono in una macchina, seduto di dietro con una bella ragazza riccioluta e bionda...con i tratti somatici arabi. La città fuori sembra quella dove sono nato e ho come l'impressione che davanti ci siano i miei...e che mio padre guidi la macchina. Dalle parole che scambiavo con lei, la sensazione era che avevamo appena attraversato un brutto momento e le dicevo che mi era mancato persino stringerle la mano.
La spiegazione: Ancora la donna araba...una persona di cui non mi fido...ma a cui comunque tengo o terrò (la mancanza di stringerle la mano). Invece la macchina (o i mezzi di trasporto in generale) rappresentano la vita, e finchè sono guidati da noi stessi, vuol dire che stiamo facendo personalmente le scelte della nostra vita...ma nel momento in cui sono guidati da un'altra persona (in questo caso mio padre) vuol dire che le scelte sono condizionate da questa persona.
...e questo è quanto...praticamente non se ne esce...a volte mi sento finito...

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